Gestione della Felce aquilina
Gestione della Felce aquilina

Gestione della Felce aquilina

La presenza massiccia e l’espansione della Felce aquilina (Pteridium aquilinum) è uno dei problemi legati alla gestione degli spazi naturali o semi-naturali. A causa della riduzione delle pratiche agricole o addirittura dell’abbandono della gestione di alcune superfici, questa specie autoctona riesce infatti a colonizzare rapidamente vaste superfici prative creando una densa megaforbia che riduce il valore naturalistico dell’area. Anche alcuni prati, pascoli secchi, paludi e torbiere inseriti in inventari nazionali soffrono di questa problematica.

Onde confrontare e valutare l’efficacia di vari metodi di gestione della Felce aquilina, su mandato dell’Ufficio natura e paesaggio (UNP) nel corso degli ultimi 6 anni abbiamo testato l’influenza di 4 differenti modalità di gestione sulla riduzione della Felce aquilina su un prato secco a Lionza e su una palude a Gola di Lago.

I risultati ottenuti indicano come la riduzione della Felce aquilina senza far capo a prodotti chimici è possibile ma richiede una gestione intensiva e costante per almeno 4-5 anni.

Parcella sperimentale a Gola di Lago (prima della gestione)

prima

 

 

 

 

 

 

 

Medesima parcella sperimentale a Gola di Lago (dopo 5 anni di gestione con 3 sfalci)

dopo